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IL CAMPIELLO

Il Campiello, come ben spiega Strehler, parla di un rapporto sociale ed etnico consolidato da una parte e stranieri (nobili o semi  nobili “foresti”) dall’altra , dove vinceranno i popolani respingendo l’intruso o meglio, gli intrusi , che possono vivere con loro solo per poco, il campiello è del popolo, appartiene alle loro famiglie senza padri, famiglie matriarcali dove le giovani non possono stare in strada , devono stare ai loro balconi.
La strada è permessa per il gioco o per qualche colloquio intimo e solo se accompagnate. La strada è dei maschi e delle madri.

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Significativo lo scambio del fiore tra Gnese e Lucietta, che dovranno ricorrere, per lo scambio del dono , costato tanta fatica e lavoro a Gnese, ad un maschio.

Sono le regole del tempo e del campiello e non vi è possibilità di cambiamento, la rottura di tali regole farà infatti nascere la prima baruffa tra due famiglie e nasceranno gelosie .
Il cavaliere, amabile ed intelligente di origini napoletane, mezzo nobile, figlio per parte di madre di una popolana, viaggiatore passionale e curioso, ama Venezia ed il campiello, vuole farsi accettare con la sua generosità, con i suoi doni, dice infatti: “nol cambierei con un palazzo augusto , ci ho con gente simil tutto il mio gusto” regala per bontà d’animo un sorriso a questa povera gente con l’unico pasto vero, forse l’unico dell’anno diventando quasi un “compare” , facendo entrare un po’ di carnevale che in questa indigenza non entra mai.


Il cavaliere è tra questa gente con discrezione mai con superbia. Alla fine quasi accettato dalla comunità, un cavaliere sì, ma senza parrucca e che alla fine dovrà andar via e con chi se non con Gasparina, mezza nobile anch’essa, figlia di una straccivendola e di un nobile, che vuole andare da sempre via dal campiello, che ripudia la condizione plebea nel suo parlare ridicolo ma che forse nel finale , nel suo addio, un po’ rimpiange ora che finalmente lo vede distante.

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Gasparina orfana lascerà lo zio tutore, nobile ma rovinato dal gioco ed arricchito solo con un colpo di fortuna, che disprezza i popolani di cui non comprende il dialetto, continuamente infastidito da loro e che legge e legge e studia ma soltanto per scoprire un modo per vincere ancora al gioco e forse le sue letture sono il libro dei sogni.

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| Spettacolo completo 2024

Crediti

 

con 
interpreti / personaggi

Angelica Conzon / Gasparina

Gino Trevisiol / Donna Catte Panchiana

Giada Giulia Bettiol / Lucietta

Alessandro Tognetti / Donna Pasqua Polegana

Natasha Bernardo / Gnese

Mariarosa Maniscalco / Orsola

Giacomo Bardini / Zorzetto

Nicola Nardi / Anzoletto

Franco Favero / Il cavaliere

Francesco Busolin / Fabrizio

Alduina Lunetti / Sansuga, una povera, una prostituta

Enrico Burigotto/ una guardia, un facchino
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di C. Goldoni

adattamento in due atti e regia Mariarosa Maniscalco
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scenografia e grafica Franco Favero e Antonia Munaretti

costumi Mariarosa Maniscalco

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costumi realizzati da Antonia Munaretti
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produzione Compagnia Teatrale Soggetti Smarriti

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